LODI e MILANO

SINDACATO UNICOBAS SCUOLA LOMBARDIA
Segretario regionale: prof. Paolo Latella

"Voltaire e Pertini affermavano: ... Non sono d'accordo con le tue idee ma darei la vita perché tu le possa esprimere..."

Questo é lo spirito del blog. Tutti, compreso i partiti e i sindacati anche se non corrispondono alla nostra idea politico sindacale, possono pubblicare idee e notizie che tutelano, garantiscono, migliorano la scuola pubblica in tutti gli ambiti, indirizzi scolastici, studenti, personale docente, Ata sia a tempo indeterminato che precari. Se volete pubblicare il vostro scritto inviatelo a: unicobas.lombardia@gmail.com

lunedì 20 marzo 2017

Il sito dove segnalare lo sfruttamento degli studenti durante l'alternanza scuola lavoro (ASL)


Perchè segnalare?

Sulla carta l'alternanza scuola lavoro dovrebbe essere “un'esperienza formativa innovativa per unire sapere e saper fare” ma molto spesso si trasforma in "sfruttamento”.

Gli studenti hanno paura di denunciare l'accaduto perchè senza la certificazione dell'alternanza scuola lavoro, non potranno sostenere gli esami di stato.

Per questo motivo ho creato questo spazio dove i genitori possono inviare le segnalazioni di sfruttamento minorile compilando il modulo form, sempre nel rispetto della privacy.

Ecco il link: http://unicobaslombardia.wixsite.com/sfruttamentominorile

Paolo Latella - Segretario Unicobas Scuola Lombardia

martedì 14 marzo 2017

D'Errico (Unicobas) invita Sinopoli (Flc) sul palco del 17 marzo

In occasione della assemblea nazionale delle delegate e dei delegati della Flc-Cgil, il segretario nazionale Francesco Sinopoli ha dichiarato che è necessario rilanciare la battaglia per l'abrogazione della legge 107 del 2015 che ha "malamente" riformato la scuola italiana.

Sul punto abbiamo raccolto le dichiarazioni di Stefano d'Errico, segretario nazionale Unicobas : "Le dichiarazioni del segretario nazionale della Flc Francesco Sinopoli mi sembrano decisamente interessanti.  Ovviamente non posso che condividere l'idea di opporsi alle legge 107 e alle deleghe all'esame del Parlamento che peggioreranno ulteriormente una già pessima legge".
Dopo le polemiche dei giorni scorsi, possiamo quindi parlare di un avvicinamento fra Flc e sindacati di base?
"Se questo è  il pensiero di Sinopoli, non capisco davvero perchè la Flc non abbia invece deciso di scendere in piazza insieme con tutto il sindacalismo di base nella giornata del 17 preferendo aderire allo sciopero dell'8 marzo che nulla aveva a che fare con la legge 107 e che, come era facilmente prevedibile, non è andato molto al di là della risibile percentuale del 2 e mezzo per cento".
"Ad ogni modo - aggiunge d'Errico - Sinopoli è ancora in tempo per aderire alla protesta del 17. Ne saremmo felici, perchè questo significherebbe riconoscere le ragioni nostre degli altri sindacati che da tempo hanno deciso di tentare di bloccare l'approvazione delle deleghe.  Dirò di più: se Sinopoli dovesse decidere in tal senso, saremo tutti ben contenti se il segretario della Flc sarà presente sul palco della manifestazioni a fianco di coloro che hanno proclamato lo sciopero quasi due mesi. Anzi, per quanto mi riguarda, non avrei nulla in contrario se fosse proprio Sinopoli ad aprire (o a chiudere, come lui stesso preferirà) la manifestazione che ci sarà a Roma il 17 marzo".
Si tratta di un invito ?
"Certo, questo è un  invito ufficiale: se Sinopoli non dovesse accettarlo, sarebbe però chiaro a tutti che i proclami contro la legge 107 e contro le deleghe non sono affatto veritieri e servono solo, di fatto, a sostenere più o meno direttamente le sciagurate politiche scolastiche del Governo".

Fonte: La Tecnica della Scuola - articolo di Reginaldo Palermo
link originale: http://www.tecnicadellascuola.it/item/28266-d-errico-unicobas-invita-sinopoli-flc-sul-palco-del-17-marzo.html 

martedì 7 marzo 2017

Dalla "Buona Scuola" alla riduzione dei salari. Presidi (Dirigenti Scolastici) in crisi, meno poteri ma più responsabilità.

Dalla "Buona Scuola" alla riduzione dei salari. Presidi (Dirigenti Scolastici) in crisi, meno poteri ma più responsabilità.

Strano destino, quello dei presidi, dovevano diventare super ma oggi sembrano l’ultima ruota del carro. Messi fuori dal ruolo unico dei dirigenti della pubblica amministrazione, per loro c’è la riserva indiana dell’area quinta del contratto dei dirigenti pubblici in cui
contano meno di tutti nonostante la pletora incomparabile di responsabilità.
«Prova ne sia, dicono dall’associazione nazionale presidi, il rapporto medio dirigente/unità di personale dipendente (1/144) che supera di quattro o cinque volte quello di qualsiasi altro ufficio dirigenziale», attacca l’Anp, l’associazione nazionale presidi. E come se non bastasse adesso si vedono tagliati anche gli stipendi. La denuncia è che, con differenze in base alle regioni, si va da un taglio del 15,60% nel 2012/2013 a uno del 26,65 nel 2015/2016. La perdita strutturale è pari a 4.597,59 euro annui, 353,66 euro mensili. A un anno dalla riforma, la categoria su cui la Buona Scuola fondava tutte le sue speranze per rilanciare la scuola italiana è già in rivolta e l’Anp annuncia la sottoscrizione di una petizione per tutto il mese di marzo, quale primo atto di mobilitazione «per contrastare il tentativo di depotenziare la funzione dirigenziale nella scuola e per chiedere ancora una volta con forza il riconoscimento economico che non può essere ulteriormente rimandato».
Adesso parte la valutazione dei dirigenti scolastici ad opera dei nuclei esterni di valutazione. A loro spetterà giudicare l’operato dei presidi con l’eventualità, in caso di esito negativo, di ulteriore riduzione della retribuzione di risultato. Che le acque per i presidi si sarebbero fatte brutte lo si era intuito già all’indomani della legnata delle ultime amministrative, quando l’allora ministra Stefania Giannini, in cerca di recupero credito presso i docenti, annunciò trattamenti draconiani per i dirigenti scolastici.
Di lì a poco, infatti, ecco uscita la direttiva 25/2016 sulla valutazione dei ds:
i dirigenti scolastici rappresentano l’unica categoria della scuola, insieme agli studenti, a essere valutata. Tra l’altro adesso i dirigenti scolastici dovranno compilare il portfolio. E c’è già chi commenta che è paradossale che il portfolio, abolito per gli studenti ai tempi della riforma Moratti, venga oggi reintrodotto sì, ma per valutare i presidi.
(Giovanni Brusio - Italia Oggi - Azienda Scuola).


La figura del dirigente scolastico credo sia una stortura voluta dai governi di centro destra e centro destra e purtroppo accettata e condivisa dalla Flc-Cgil. 

Bisognerebbe tornare alla figura del Preside. La scuola è collegialità non azienda!

domenica 5 marzo 2017

Ecco perchè l'8 marzo io non sciopererò... (la data rimane una sola: il 17 marzo 2017)

Ecco perchè l'8 marzo io non sciopererò... 
Desidero ricordare la filosofa e scienziata Alessandrina Ipazia che nel mese di marzo del 415 fu lapidata da una folla di fanatici cristiani.

“Ho rinunciato a tutto nella mia vita, Cirillo, a tutto: a essere moglie, amante, madre, ad avere una famiglia… per servire la mia libertà di pensiero. Non ho mai tradito e non tradirò mai coloro che contano su di me”: queste nobili parole sono una bandiera per chi considera la libertà di pensiero un valore a cui dover dedicare l’intera esistenza".

La filosofa Ipazia merita di entrare nel novero delle donne che si sono sacrificate per altre donne ma per dare dignità a tutti.

Il pensiero del filosofo Giordano Bruno (1548 - 1600) sulle donne:

"Torno a scongiurarvi tutti in generale… che dismettiate quella rabbia contumace e quell’odio tanto criminale contra il nobilissimo sesso femenile; e non ne turbate quanto ha di bello il mondo, e il cielo con suoi tanti occhi scorge. Ritornate, ritornate a voi, e richiamate l’ingegno, per cui veggiate che questo vostro livore non è altro che mania espressa e frenetico furore.

Chi è più insensato e stupido, che quello che non vede la luce? Qual pazzia può esser più abietta, che per raggion di sesso, esser nemico all’istessa natura….

Mirate chi sono i maschi, chi sono le femine. Qua scorgete per suggetto il corpo, ch’è vostro amico, maschio, là l’anima che è vostra nemica, femina. Qua il maschio caos, là la femina disposizione; qua il sonno, là la vigilia; qua il letargo, là la memoria; qua l’odio, là l’amicizia; qua il timore, là la sicurtà; qua il rigore, là la gentilezza; qua il scandalo, là la pace; qua il furore, là la quiete; qua l’errore, là la verità; qua il difetto, là la perfezione; qua l’inferno, là la felicità;….

E finalmente tutti vizii, mancamenti e delitti son maschi; e tutte le virtudi, eccellenze e bontadi son femine. Quindi la prudenza, la giustizia, la fortezza, la temperanza, la bellezza, la maestà, la dignità, la divinità, cossì si nominano, cossì s’imaginano, cossì si descriveno, cossì si pingono, cossì sono.

E per uscir da queste raggioni teoriche, nozionali e grammaticali, convenienti al vostro argumento, e venire alle naturali, reali e prattiche…
De la causa principio et uno".


Giordano Bruno (Fu arso vivo a piazza Campo de' Fiori il 17 febbraio 1600, durante il pontificato di Clemente VIII).


Io l'8 marzo non sciopererò, non userò quel giorno come vuole la Cgil (scuola) per difendere solo i diritti delle donne insegnanti (e i diritti dei colleghi "maschi"?).


Ricordo che la scuola è composta da uomini e donne, da mamme e papà, da alunni e alunne. Strumentalizzare l'8 marzo è sempre un grande errore.

Vorrei tanto che la Flc-Cgil spiegasse all'opinione pubblica perchè il 26 luglio 2016 l'ex segretario nazionale Mimmo Pantaleo minacciò il governo per aver approvato "la buona "scuola" definendola una legge pericolosa...e dopo otto mesi (l'8 marzo non è casuale) ecco che il nuovo segretario Francesco Sinopoli lo troviamo comodamente seduto al tavolo delle trattative con il governo sulla "chiamata diretta" ma ha proclamato lo sciopero in difesa della donne insegnanti proprio l'8 marzo... ma senza protestare contro la legge 107! (Strano vero?)

Il vero obiettivo della Flc-Cgil è stato quello di mettere in difficoltà l'iniziativa del 17 marzo (sciopero proclamato da UNICOBAS, COBAS, USB ed ANIEF il 14 Gennaio, non appena il Consiglio dei Ministri presentò le bozze delle 8 pessime deleghe ex L.107).

La Flc-Cgil dica chiaramente al mondo della scuola perché la scelta di non convergere sulla data del 17 marzo (come avrebbe dovuto fare se fosse stata davvero contro gli otto decreti attuativi e in difesa della scuola pubblica laica statale). 


Il vero giorno dello sciopero contro la legge 107/2015 e contro le 8 deleghe ministeriali che stanno per essere approvate, rimane il 17 marzo 2017.

Io sciopererò il 17 marzo 2017 perchè la delega sul reclutamento è una vera follia: per il futuro reclutamento dei docenti non si riconoscono le abilitazioni già conseguite né il servizio prestato. I vincitori di concorso percepiranno 400 euro per i primi due anni e verranno mantenuti dai propri genitori. Vergogna!

Io sciopererò il 17 marzo 2017 perchè nella delega sul sostegno si superano i limiti di studenti previsti dalla L. 517/77 (20 per classe) e si mira a ridurre il numero degli insegnanti di sostegno, introducendo corsi di “aggiornamento” improvvisati per tutti gli insegnanti, per delegare progressivamente tale attività all’intero personale docente. 


Io sciopererò il 17 marzo 2017 perchè la delega sull’Istruzione professionale punta a parificarla alla Formazione professionale extra-scuola, prevedendo indirizzi di studio minimalisti e meramente esecutivi. 

Io sciopererò il 17 marzo 2017 perchè per gli alunni viene consolidato il modello del lavoro nero sotto forma di stage non retribuito. In questa delega si ribadisce la centralità dell’“alternanza scuola-lavoro”, in una forma scoperta di apprendistato gratuito, con essibilità no al 40% del monte orario, con presenze pomeridiane vincolanti per docenti ed Ata, “contratti d’opera” o erti dalle imprese tramite loro “esperti”, la valutazione dello studente come “bilancio di competenze” in base ad una presunta “cultura del lavoro”. L'“alternanza” viene introdotta con una tesina all’esame di Maturità, per sostenere il quale è obbligatorio aver svolto gli assurdi quiz Invalsi, pur non inseriti nell’esame e tolti da quello di Terza Media, grazie alla nostra mobilitazione di questi anni. 

Io sciopererò il 17 marzo 2017 perchè il ‘sistema integrato 0-6 anni’, unificato, sotto l’egida degli Enti Locali, asili-nido, scuole materne comunali e dell’Infanzia statali, abbassa notevolmente il livello della scuola dell’Infanzia pubblica (una delle migliori del mondo), con gravi rischi per i ruoli delle insegnanti, creando caos gestionali in scuole primarie già sovraccariche di pesi e di ruoli, visto che i “poli per l’infanzia” accoglierebbero in un unico plesso o in edifici vicini bambini/e no a sei anni di età nel quadro di uno stesso percorso educativo. 

Non ci sarà la “generalizzazione della scuola dell’Infanzia”, né la sua “statalizzazione”, né la “gratuità” per le famiglie. 

Io sciopererò il 17 marzo 2017 perchè queste deleghe aggravano le disastrose brutture della legge 107, dal famigerato “bonus” per i docenti “meritevoli” (i cui nomi i presidi tengono nascosti) allo strapotere dei presidi, dalla tru a di un “organico di potenziamento” utile solo a ingigantire la conflittualità tra docenti, ai ricatti pesanti sulla mobilità e sull’organico triennale, no all’obbligo di “un’alternanza scuola-lavoro” che mescola l’apprendistato gratuito ed inutile e la cialtroneria di accordi con aziende “amiche”. 

Io sciopererò il 17 marzo 2017 perchè l'approvazione delle 8 deleghe provocherà un’ulteriore, drammatica dequalificazione del lavoro degli insegnanti, sempre meno educatori e sempre più “operai intellettuali” essibili e tuttofare, a drammatico compimento di un ventennio di immiserimento materiale e culturale di una scuola che si vorrebbe “azienda” innovativa e che per lo più appare “bottegaccia” cialtrona, arruffona, gestita da presidi-padroni arroganti e incompetenti. 

Io sciopererò il 17 marzo 2017 in difesa della scuola pubblica laica statale. 
Per gli inciuci di palazzo chiedere alla Cgil... per informazioni più dettagliate contattare la ministra Cgiellina Fedeli.

Paolo Latella
Segretario della Lombardia
Dirigente nazionale Unicobas Scuola 

mercoledì 1 marzo 2017

Cara Ministra Fedeli, i controlli nelle scuole paritarie siciliane dove sono?


Cara Ministro Valeria Fedeli il 29 luglio 2016 sono stati conferiti in Sicilia gli incarichi ispettivi a 14 Dirigenti Scolastici per le ispezioni nelle scuole paritarie nell’ambito del Piano triennale straordinario di controllo dell’USR Sicilia, ai sensi dell’art. 1 c. 152 della L. 107/2015.
Vorremo sapere se sono state riscontrate irregolarità .
Mi sembra molto strano che a tutt'oggi non ci sia un rapporto sulle ispezioni. E' ancora più strano che siano stati nominati 14 dirigenti scolastici invece di assumere 14 nuovi ispettori tecnici.
Qualcosa non quadra!
Volevo raccontarle una storia che è capitata ad una insegnante di Palermo, pubblico la sua lettera. Cara Ministra la legga attentamente, gradirei una sua risposta (La mia email è: paolo.latella@alice.it).
Diamo un nome di fantasia a questa collega, la chiameremo Stefania.

Stefania: "Gentile Paolo Latella le scrivo per segnalarle le esperienze scolastiche incresciose che ho vissuto in questo periodo.

Mi sono laureata a marzo 2016 in matematica, il mio sogno è quello di diventare insegnante, da sempre.

In attesa del nuovo ciclo di abilitazione all'insegnamento ho deciso di inviare il mio cv a tutte le scuole paritarie del comune di Palermo.

Mi hanno contattata, fino ad ora, solamente due scuole secondarie di secondo grado e mi sono recata al colloquio di lavoro.

I dirigenti scolastici di questi due ITC mi hanno proposto di insegnare per un totale di 9 ore settimanali le materie di matematica e fisica.

Discutendo sulla retribuzione e sul contratto di lavoro entrambi mi hanno assicurato che avrei avuto una regolarissima busta paga ma che non avrei percepito assolutamente uno stipendio. Allibita, al solo pensiero di dover dichiarare il falso, di dover firmare (e dico firmare) di aver ricevuto un compenso mentre in realtà non avrei visto un solo euro e di dover pagare inoltre le tasse su delle buste paga fasulle; ho apertamente detto che non c'erano motivi validi per dover accettare un simile trattamento.
" Ma lei scherza? Le diamo 12 punti!! 12 punti "

Ma io non essendo inserita in alcuna fascia (la terza fascia è chiusa dal 2014) non essendo abilitata non ho motivi validi per correre alla raccolta punti in questo momento.

" Se li ritroverà per il futuro. Lei potrà farsi una vita, si potrà fare una famiglia perchè tanto, scadendo il contratto il 30 giugno accederebbe all'assegno di disoccupazione "

Ecco..la chiave di tutto...la raccolta punti per il "futuro".

Un futuro in cui probabilmente dovrei insegnare agli studenti, tra equazioni e trigonometria cosa vuol dire diventare un cittadino onesto, responsabile, diligente ed incorruttibile.

Dovrei spiegare che la mafia fa schifo, che la corruzione fa schifo che " la lotta alla mafia (primo problema da risolvere nella nostra terra, bellissima e disgraziata) non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolgesse tutti, che tutti abituasse a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. Paolo Borsellino".

Dovrei insegnare anche questo, perchè il lavoro di insegnante è in primis una missione che serve a formare in toto i futuri adulti.

Al mio incessante silenzio, un silenzio di sbigottimento e rabbia è seguita quest'ultima battuta:

" Ci pensi, non troverà di meglio, fanno tutti così! "

Salutai e me ne andai. Percorrendo il corridoio di una scuola che mi ricordava la mia vecchia scuola superiore ho riflettuto sul fatto che questi due ITC, in cui ho sentito gli stessi identici discorsi, sono ricoperti di soldi dallo Stato, dai privati che pagano rette salatissime e nonostante tutto continuano a fregare lo Stato facendo accedere i docenti ai sussidi di disoccupazione.

Non oso immaginare quanto costi questo meccanismo su larga scala. Lo Stato chiaramente ci perde su tutti i fronti essendo questo esercito di sfruttati silenziosi senza stipendio. Questi sfruttati sono incapaci di provvedere al loro vivere quotidiano, di acquistare, di affittare casa e quindi di incrementare gli acquisti. Si investono milioni di euro ma non c'è ritorno in termini di occupazione e di conseguenza di acquisti..

Sono davvero senza parole".
Stefania (nome di fantasia)

Cara collega, siamo nauseati del silenzio assordante che c'è all'USR Sicilia e al Miur, le istituzioni continuano a dimenticarsi che la legalità non è un ricordo legato alle stragi e non basta una ricorrenza o una corona di fiori per lavarsi la coscienza ma deve essere un obiettivo costante, un punto di riferimento per le giovani generazioni. La scuola pubblica laica statale deve ergersi come portale del diritto, della democrazia, della libertà e deve essere uno spazio infinito della legalità a 360 gradi. Il tempo è scaduto Ministro Fedeli! Non c'è più tempo per il silenzio...
Paolo Latella
Segretario della Lombardia
Dirigente nazionale Unicobas Scuola

Il docente può rifiutare l’esonero proposto dal dirigente scolastico Anche dopo la modifica sull’organico dell’autonomia

La normativa di riferimento è costituita dall’articolo 1, comma 83, della legge 107/2015, dispone che «il dirigente scolastico può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10 per cento di docenti che lo coadiuvano in attività di supporto organizzativo e didattico dell’istituzione scolastica. Dall’attuazione delle disposizioni del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica».

La norma non prevede la possibilità di esonerare dall’insegnamento qualsivoglia docente. A ciò va aggiunto il fatto che la legge di Stabilità del 20015 ha abrogato l’articolo 459 del decreto legislativo 297/94: la norma che prevedeva la possibilità di attribuire l’esonero dall’insegnamento ai collaboratori vicari. Nondimeno, è prassi che al collaboratore vicario venga attribuito un esonero di fatto, ricorrendo alla sostituzione permanente del medesimo utilizzando un docente della stessa classe di concorso, eventualmente assegnato in organico in virtù della presenza di una cattedra di potenziamento. Tale prassi, pure considerata legittima dall’amministrazione scolastica, sembrerebbe sprovvista di adeguata copertura legale:

dal lato attivo, atteso che determina la distrazione di un docente da destinare al potenziamento dell’offerta formativa in senso stretto a beneficio degli alunni;

dal lato passivo, perché determina l’assegnazione di mansioni diverse al docente
interessato che, ai sensi dell’articolo 2013 del codice civile, deve necessariamente essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto.

Giova ricordare, peraltro, che gli incarichi di collaboratore del dirigente sono solo eventuali, atteso che essi rientrano nella disponibilità del dirigente scolastico che, se lo ritiene, può anche evitare di conferirli. In ogni caso, lo svolgimento degli incarichi è subordinato alla previa accettazione da parte del docente interessato che può, legittimamente, astenersi dall’accettare la proposta di incarico del dirigente. Tra gli obblighi di lavoro dei docenti, infatti, non rientra lo svolgimento di mansioni dirigenziali delegate (si vedano gli articoli 28 e 29 del contratto di lavoro).

Fonte: Italia Oggi - Azienda Scuola - Antimo Di Geronimo

LA MADIA CI RIPENSA E MODIFICA LA PROCEDURA DISCIPLINARE. Sospensioni dei docenti, dietrofront Il dirigente non può fare da solo


Il governo frena sull’attribuzione ai dirigenti scolastici del potere di sospendere i docenti. E scarica la patata bollente sul ministero dell’istruzione.

È quanto si evince dal nuovo testo dellariforma Madia della pubblica amministrazione, approvato dal governo il 23 febbraio. All’esito della trattazione l’esecutivo ha modificato la prima bozza di testo, che attribuiva espressamente il potere disciplinare sospensivo ai dirigenti scolastici.

Ed ha approvato una nuova disposizione che fa riferimento semplicemente al responsabile della struttura. Che in ogni caso può procedere solo se in possesso della qualifica dirigenziale. Ce n’è abbastanza, dunque, per spostare la decisione all’atto dell’emanazione della circolare esplicativa, che il ministero dell’istruzione dovrebbe diffondere dopo l’entrata in vigore delle nuove norme.

La precedente formulazione sgombrava il campo dagli equivoci, individuando
espressamente nel dirigente scolastico l’autorità disciplinare competente in
materia di sanzioni fino alla sospensione dal servizio fi no a 10 giorni.
L’esecutivo, invece, ha preferito ammorbidire il testo demandando all’amministrazione l’onere di interpretarlo. Resta da vedere se il ministero
dell’istruzione deciderà di emanare una circolare, come avvenne nel 2010 con
la circolare 88 oppure no.

L’esperienza del passato potrebbe indurre l’amministrazione centrale ad adottare una linea più prudente, escludendo l’interpretazione secondo la quale i dirigenti potrebbero sospendere i docenti. Tesi, questa, già adottata con la circolare 88/2010 e sanzionata sistematicamente dalla giurisprudenza. Oppure potrebbe decidere di scaricare il problema direttamente sui dirigenti scolastici omettendo di emanare alcuna circolare.

A quel punto la questione potrebbe essere risolta in modo difforme a seconda
dell’orientamento dei singoli dirigenti scolastici. Sempre che i singoli uffici territoriali non decidano di suggerire linee interpretative ancora diverse, magari tramite apposite conferenza di servizi. Resta il fatto, però, che l’assunzione in unica figura della funzione inquirente, requirente e giudicante in materia disciplinare non sembrerebbe in linea con il dettato costituzionale.

Che in materia di diritto punitivo afferma il principio secondo il quale il cittadino abbia diritto ad essere giudicato da un giudice terzo ed imparziale. A ciò va aggiunto il fatto che tale scelta andrebbe a costituire un vero e proprio unicum nel pubblico impiego.

Laddove il legislatore, nelle altre amministrazioni, ha tolto al dirigente della struttura il potere sospensivo in materia disciplinare, limitandone la competenza
al solo rimprovero verbale. E in più va fatto rilevare che il testo approvato dal
consiglio dei ministeri il 23 febbraio ha anche cancellato la perentorietà dei termini del procedimento disciplinare. Pertanto, qualora il dirigente scolastico dovesse assumere la piena titolarità del potere disciplinare sospensivo, in casi limite, ciò potrebbe tradursi in una vera e propria arma di ricatto in mano a quest’ultimo nei confronti dei docenti.

A fronte della non perentorietà dei termini, potrebbe risultare legittimo aprire
un procedimento disciplinare nei confronti di un docente sgradito ed omettere
di pronunciarsi, minacciando di farlo qualora il docente non dovesse piegarsi alla volontà del dirigente. Si tratta evidentemente di casi al limite della responsabilità penale. Ma non impossibili a verificarsi qualora dovesse essere introdotta nell’ordinamento una disciplina legale che ciò non preluda. Oltretutto il testo licenziato il 23 febbraio prevede espressamente che il mancato rispetto dei termini non comporta la decadenza dell’azione disciplinare e nemmeno l’invalidità della sanzione irrogata.

Di qui la necessità della individuazione di un soggetto terzo al quale affidare la titolarità dell’azione disciplinare per le infrazioni non punibili con il mero
rimprovero verbale. Che peraltro, per i docenti non è previsto. Gli insegnanti, infatti, allo stato attuale sono soggetti ad una disciplina sostanziale più afflittiva rispetto agli altri dipendenti pubblici. Disciplina che non prevede sanzioni non scritte e, in materia di sospensione, non contempla la sospensione fino a 10 giorni, ma solo quella fino ad un mese unita ad ulteriori sanzioni accessorie, che mancano nel resto del pubblico impiego.

Nel caso dei docenti, dunque, le nuove norme potrebbero scontrarsi, da un lato, con la impossibilità di procedere per assenza di sanzioni tipiche applicabili in
collegamento con le nuove competenze dei dirigenti. E su questo la giurisprudenza è costante nel ritenere che la sanzione non prevista è nulla per definizione. Mentre, sul piano generale le nuove norme potrebbero risultare in contrasto con garanzia costituzionali quali la terzietà del giudice, la tempestività dell’azione e la libertà di insegnamento.

Fonte: Italia Oggi - Azienda Scuola - articolo di Marco Nobilio

Aggiornamento graduatorie 2017/2020 di seconda fascia per docenti teorici e docenti di laboratorio, ecco la tabella valutazione titoli pubblicata dal MIUR

Il MIUR ha già avviato la macchina organizzativa per le operazioni di aggiornamento delle graduatorie di Istituto di seconda e di terza fascia per docenti, compresi i docenti di laboratorio ITP, docenti assunti come personale educativo e maestre.

Il MIUR sta lavorando alle tabelle di valutazione titoli, due tabelle distinte: la tabella A per la seconda fascia di istituto, la tabella B per la terza fascia, di valutazione titoli utili a calcolare il proprio punteggio per poi inserirlo in fase di presentazione delle domande.

Saranno molto simili alle tabelle precedenti che mettiamo a disposizione dei nostri lettori.
Aggiornamento graduatorie di istituto di seconda fascia 2017/2020, la tabella valutazione titoli per docenti ed ITP

La Tabella A si suddivide in:

TITOLI ABILITANTI DI ACCESSO ALLA GRADUATORIA

SERVIZIO DI INSEGNAMENTO O DI EDUCATORE

TITOLI PROFESSIONALI INERENTI LA FUNZIONE DOCENTE

CERTIFICAZIONI INFORMATICHE (sino a un massimo di punti 4)

La tabella A, valutazione titoli per docenti teorici ed Insegnanti Tecnico Pratici, così come la tabella B, costituisce parte integrante del decreto che riapre le graduatorie di istituto per il triennio 2017/2020.


Fonte: http://www.informazionescuola.it/aggiornamento-graduatorie-20172020-di-seconda-fascia-per-docenti-e-itp-ecco-la-tabella-valutazione-titoli-pubblicata-dal-miur/

Fonte: Miur e articolo pubblicato su Orizzonte Scuola