Lodi e Milano

SINDACATO UNICOBAS SCUOLA LOMBARDIA
Segretario regionale: prof. Paolo Latella

"Voltaire e Pertini affermavano: ... Non sono d'accordo con le tue idee ma darei la vita perché tu le possa esprimere..."

Questo é lo spirito del blog. Tutti, compreso i partiti e i sindacati anche se non corrispondono alla nostra idea politico sindacale, possono pubblicare idee e notizie che tutelano, garantiscono, migliorano la scuola pubblica in tutti gli ambiti, indirizzi scolastici, studenti, personale docente, Ata sia a tempo indeterminato che precari. Se volete pubblicare il vostro scritto inviatelo a: unicobas.lombardia@gmail.com

lunedì 22 agosto 2016

Non c’è più tempo: pensare e realizzare un nuovo piano dell’offerta formativa nazionale per una scuola pubblica laica statale di qualità e ridurre l’abbandono scolastico e i Neet!

Non c’è più tempo: pensare e realizzare un nuovo piano dell’offerta formativa nazionale per una scuola pubblica laica statale di qualità e ridurre l’abbandono scolastico e i Neet! 


Quanti studenti con il giudizio sospeso si presenteranno preparati alla fine di agosto?

Forse sarebbe opportuno ripensare ad un processo di valutazione di fine anno per tutti gli anni delle scuole secondarie di secondo grado con un esame finale.

Dobbiamo alzare il livello qualitativo dei nostri studenti e portare l'obbligo a 18 anni. Con la possibilità, in corso d'opera, di reindirizzare gli studenti meno portati per lo studio, in indirizzi professionali, all'interno dello stesso istituto. 


E' opportuno ripensare ad una scuola con tutti gli indirizzi di studio visto che la Legge 107/2015 a regime trasformerà gli insegnanti in docenti di materie dipartimentali.


Se la mia idea di scuola verrebbe ascoltata, gli studenti potrebbero rimanere nel proprio istituto e frequentare indirizzi del Liceo, Itis, Ite e professionali.

Gli studenti sono un patrimonio indispensabile, sono le riserve “auree” intellettive, sono il futuro del nostro Paese e abbiamo l'obbligo di prepararli, istruirli al meglio. Non lasciare nulla al caso.

Ridurremmo così l'abbandono scolastico e i NEET (“Not (engaged) in Education, Employment or Training” giovani che non studiano, non lavorano e non si formano professionalmente vivendo alla giornata senza fare nulla, in Italia nel 2014 erano il 21,4% dei giovani).

Se riuscissimo a realizzare un nuovo piano dell’offerta formativa della scuola pubblica laica statale, avremmo in prospettiva anche un maggior numero di docenti utilizzati in modo corretto offrendo loro la possibilità di insegnare la propria materia nei corsi più idonei.

La scuola secondaria di secondo grado pubblica laica statale così com'è strutturata non ha più senso!

Sono fondamentali anche le scuole serali, il piano dell'offerta formativa delle scuola del futuro (immediato) deve essere camaleontico e non deve essere solo un documento di facciata per pubblicizzare i propri indirizzi di studio.

Pragmatismo, professionalità, qualità, praticità e utilizzo delle aziende del territorio, per la parte laboratoriale. Gli studenti verrebbero affiancati dal proprio docente di laboratorio in tutti gli indirizzi di studio direttamente nelle aziende, studi professionali, fabbriche, strutture pubbliche mentre i docenti tutor di materie teoriche porterebbero gli studenti più bravi a seguire i corsi di approfondimento in Università.

Finalmente avremmo seriamente il collegamento tra scuola e azienda, e la scuola con l'università.

Rivediamo seriamente il processo scolastico, visto che la Legge 107 non è e non sarà in grado di migliorare la qualità dell'istruzione dei nostri studenti.

La “buona scuola” è stata approvata con il solito obiettivo di produrre tagli alla scuola pubblica laica statale, impoverendo la didattica e licenziando nei prossimi anni 200 mila insegnanti e 100 mila tra collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi.


Rispondo a Valentina Aprea che vuole la chiusura degli istituti professionali statali in tutta Italia lasciando a casa senza lavoro 60 mila docenti.

Questi indirizzi di studi sono fondamentali e devono essere incentivati non cancellati. Sono un patrimonio della scuola italiana da più di un secolo e rimangono una grande opportunità per i nostri giovani.  

L’ obiettivo dell’esponente di Forza Italia (come quello del PD ovviamente) è solo quello di ricevere i finanziamenti statali per girarli alle scuole private regionali dove molti insegnanti da anni, sono obbligati ad aprire la P.IVA, vengono pagati ogni sei mesi con stipendi da fame e rimangono senza diritti (niente ferie pagate, niente malattia pagata, niente permessi) ma con tanti obblighi come quello di promuovere spesso chi non dovrebbe essere promosso (altrimenti niente più lavoro), così i centri continuano a prendere i contributi regionali. Come già avviene in Lombardia.

La scuola pubblica laica statale deve garantire l’istruzione di qualità ai nostri studenti senza porsi limiti di spesa né di obiettivi. Solo così potremmo riuscire a far ripartire il nostro Paese. Investendo nei nostri giovani e non considerarli solo un costo “standard”!

Paolo Latella
Insegnante e giornalista
Segretario Unicobas Lombardia

   

mercoledì 13 luglio 2016

Contratto statali, cambia la mappa: dipendenti divisi in quattro comparti

Ci sono voluti sette anni per riscrivere la geografia del pubblico impiego. Dopo mesi di trattative, con una prima intesa raggiunta il 5 aprile durante una riunione notturna, ieri è arrivato l’accordo definitivo. L’Aran, l’agenzia governativa che si occupata dei negoziati, e i sindacati hanno sottoscritto il testo che ridisegna i settori della contrattazione della Pubblica amministrazione. L’intesa è fatta di 12 articoli.

Viene innanzitutto definito il nuovo perimetro. Il pubblico impiego non sarà più diviso in undici settori ma in quattro, a cui corrisponderanno altrettanti contratti. Una mappa semplificata che attua, dopo diversi anni, la legge Brunetta del 2009. Con la nuova geografia i comparti previsti saranno quello delle Funzioni centrali con 247 mila dipendenti, quello delle Funzioni locali con 457 mila persone, la Sanità con 531 mila tra infermieri, medici e amministrativi e il grande agglomerato Istruzione e ricerca con ben 1 milione e 111 mila lavoratori.

L’ESCLUSIONE
Dalla griglia dei quattro comparti è rimasta esclusa la presidenza del Consiglio dei ministri, che con i suoi 1.900 dipendenti e 300 dirigenti continuerà a rimanere isolata in un comparto a sé, perché nessuno dei decreti attuativi della legge del 2009 ne ha previsto l’inclusione nel nuovo assetto della Pa. Sanità ed enti locali escono quasi immutati dalla riforma (la dirigenza amministrativa di ospedali e Asl è stata destinata all’area dei poteri locali), che unisce invece tre grandi settori come la scuola, l’università e la ricerca in un unico gruppo, il più grande.

L’accordo, infine, mette insieme il resto dell’amministrazione centrale, oggi suddivisa fra ministeri, agenzie fiscali come le Entrate e le Dogane, gli enti pubblici non economici (ad esempio l’Aci, il Pra, l’Enac e il Coni) e via dicendo. Sono poi stabilite le aree dirigenziali, anche queste ridotte da otto a quattro: 6.800 dirigenti nel comparto dello Stato 15.300 negli enti locali, 7.700 nell’area della conoscenza e 126.800 nella sanità, quasi tutti medici. L’accorpamento delle aree contrattuali impone aggregazioni anche tra i sindacati.

LA RAPPRESENTATIVITÀ
Per essere rappresentativi, con le nuove regole, si dovrà raggiungere almeno il 5 per cento nella media di voti e di deleghe nelle Rsu, per cui più i confini sono larghi più c’è bisogno di iscritti per superare la soglia richiesta. E al fine di evitare la scomparsa delle sigle più piccole l’accordo ha previsto una soluzione ponte. Una finestra temporale di 30 giorni per le alleanze. I sindacati meno rappresentativi, in sostanza, avranno tempo fino alla vigilia di Ferragosto per aggregarsi, così da poter continuare a sedere ai tavoli delle trattative. Nell’accordo c’è un’altra clausola importante che riguarda più da vicino i dipendenti pubblici.

È stato infatti confermato il principio per il quale la fusione dei vecchi comparti non produrrà subito regole uguali per tutti. I quattro contratti nazionali, infatti, potranno essere divisi in “parti comuni”, ovvero le regole di base su malattie, permessi e giorni di ferie, e “parti speciali” per regolare gli aspetti più caratteristici dei rispettivi comparti. Un compromesso per salvaguardare realtà diverse fra loro. In particolare, il settore della conoscenza con ricercatori, insegnanti, docenti universitari e amministrativi, che hanno buste paga molto differenti.

La definitiva riduzione dei comparti è la premessa, imposta dalla riforma del governo Berlusconi, per far ripartire la trattativa sui contratti, sbloccati dalla sentenza della Corte costituzionale di fine luglio 2015. Superato lo scoglio delle aree un nuovo problema investe il governo, chiamato a proporre un rinnovo con solo 300 milioni di euro sul tavolo. 

articolo di Sonia Ricci 
http://m.ilmessaggero.it/lancio_notte/statali_contratto_nuova_mappa-1854253.html

I contratti di supplenza nella Scuola non possono essere reiterati all'infinito. Lo sancisce la Corte Costituzionale nella sentenza che chiude una vicenda che si trascina dal 2012. I giudici riconoscono tuttavia che la normativa della "Buona Scuola" ha già consentito di superare gli "illeciti" in materia.

Fonte ANSA: I contratti di supplenza nella Scuola non possono essere reiterati all'infinito. Lo sancisce la Corte Costituzionale nella sentenza che chiude una vicenda che si trascina dal 2012. I giudici riconoscono tuttavia che la normativa della "Buona Scuola" ha già consentito di superare gli "illeciti" in materia.

All'origine della vicenda sei ordinanze giunte alla Corte dai tribunali di Trento, Vibo Valenzia e Roma. In discussione norme nazionali, provinciali, l'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato legato alla direttiva europea del '99. Una questione complessa, sulla carta, ma semplice nella sostanza: sono legittimi i reiterati contratti a termine per le supplenze in attesa di bandire concorsi? E la disciplina per reclutare i docenti a tempo, è in contrasto con le regole europee? La ragione per cui il caso è aperto da così tanto tempo è, in parte, legata al fatto che la stessa Consulta nel luglio 2013 decise di sottoporre in via pregiudiziale alla Corte di Giustizia Europea alcune questioni interpretative delle norme in esame. Un'analoga richiesta fu rivolta anche dal Tribunale di Napoli. L'esito di quell'istanza è stata, nel novembre 2014, la cosiddetta sentenza Mascolo, dal nome della prima ricorrente. Quella pronuncia bacchettava l'Italia per l'assenza di limiti nella successione dei contratti a tempo utilizzati per coprire una "mancanza strutturale di personale di ruolo", chiedeva di garantire i concorsi, affermava che l'accordo quadro per evitare i contratti a ripetizione vale anche per la Scuola. Oggi la Suprema Corte ha spiegato che la pronuncia di illegittimità costituzionale, che pure c'è, "è stata limitata poiché l'illecito comunitario è stato cancellato, come da decisione della Corte di giustizia dell'Unione europea che ha interpretato la normativa comunitaria in materia di contratti a tempo determinato (sentenza Mascolo)". Difatti - ha aggiunto - per quanto riguarda il personale docente la normativa sulla "Buona Scuola" prevede "la misura riparatoria del piano straordinario di assunzioni, mentre per quanto riguarda il personale amministrativo, tecnico e ausiliario prevede, in mancanza di analoga procedura di assunzione, il risarcimento del danno". Il comma 131 della legge 107 (Buona Scuola) stabilisce, infatti, che dal primo settembre 2016 i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati con il personale docente e Ata per la copertura di posti vacanti e disponibili non possono superare la durata complessiva di 36 mesi. Il piano di assunzioni ha poi contribuito ad archiviare l'abuso dei contratti di supplenza.

martedì 12 luglio 2016

Grave irregolarità nel concorsone in tutta Italia? Vorremmo che il Miur e Cineca chiarissero.

Grave irregolarità nel concorsone in tutta Italia? Vorremmo che il Miur e Cineca chiarissero.

la domanda nasce spontanea ma Cineca (l'Ente in collaborazione con il Miur che si occupa del sistema di gestione della programmazione concorsuale del reclutamento del personale docente) ha comunicato alle commissioni d’esame, del concorso dei docenti, che bisognava aprire le buste per sciogliere l’anonimato?
Per sciogliere l’anonimato e associare la prova svolta del candidato bisognava appunto aprire le buste ed associare il codice fiscale, nome e cognome con il codice personale assegnato all’insegnante nel sistema informatico.
Le segreterie delle classi di concorso che non hanno effettuato questa operazione, di fatto hanno prodotto un danno gravissimo al candidato che è stato escluso e la sua prova probabilmente ha consentito ad un'altra persona, in modo casuale, di sostenere la prova orale.
Sarebbe, secondo me, necessario e quanto meno doveroso un comunicato stampa del Miur che chiarisse questa situazione, che reputo inquetante e drammatico per i colleghi che non sono stati ammessi alla prova successiva.


Paolo Latella
insegnante e giornalista
Unicobas Scuola

domenica 10 luglio 2016

Organici di diritto e posti di potenziamento. Elenchi per provincia

Pubblichiamo gli organici di diritto pubblicati sul sito degli uffici provinciali e i posti residui dopo i trasferimento della fase provinciale. L'elenco sarà aggiornato man mano che avverranno le pubblicazioni.

ABRUZZO
Chieti - disponibilità II grado organico I grado
Pescara - II grado I grado
Teramo - residui I grado  diritto II grado

LAZIO
Latina - sostegno
Roma - Organico II grado 
Rieti - secondaria II grado residui I grado organico potenziamento I grado residui II grado
Viterbo -  sostegno II grado

LOMBARDIA
Bergamo - organico infanzia - organico di diritto e potenziamento primaria - disponibilità infanzia e primaria dopo i trasferimenti organico di diritto II grado
Brescia - organico di II grado con potenziamento residui II grado 
Como - posti disponibili infanzia e primaria dopo i trasferimenti residui I grado
Cremona - organico II grado residui I grado potenziamento
Lodi - organico infanzia - posti disponibili infanzia - organico primaria - disponibilità infanzia e primaria - organico I grado organico II grado e potenziamento disponibilità II grado
Mantova - organico infanziaorganico I grado - disponibilità infanzia e primaria dopo i movimenti - diritto I grado - residui I grado
Milano - organico II grado classi di concorso in esubero II grado classi di concorso in esubero I grado
Pavia -  disponibilità  primaria dopo i movimenti - organico di diritto e potenziamento primaria - organico scuola infanzia - posti residui infanzia organico II grado residui primo grado organico II grado disponibilità II grado
Sondrio - organico I grado  - posti residui scuola primaria - posti residui infanzia - organico primaria - organico infanzia organico II grado residui primo grado disponibilità II grado
Varese - residui I grado disponibilità II grado diritto infanzia diritto primaria diritto I grado diritto II grado

PIEMONTE
Alessandria II grado
Asti I grado - II grado - sostegno
Biella - disponibilità ogni ordine e grado residui II grado 
Cuneo - organico diritto I grado potenziamento I grado - organico primaria - potenziamento primaria - diritto infanzia organico II grado Organico sostegno e potenziamento posti disponibili II grado
Novara  - II grado
Torino diritto I grado - Potenziamento II grado -
Verbano-Cusio-Ossola -  diritto II grado residui I grado

VENETO
Belluno - organico infanzia residui infanzia I grado residui primaria organici II grado residui I grado
Padova - organico I grado potenziamento I grado diritto II grado ripartizione potenziamento
Rovigo -   organico diritto sostegno
Treviso - residui infanzia - organico I grado  - diritto infanzia e primaria - organico diritto e potenziamento II grado residui I grado
Venezia - residui infanzia - residui primaria
Verona - residui I grado
Vicenza - organico I grado e potenziamento - organico infanzia  - organico di II grado II grado rettifica - disponibilità diritto II grado

TOSCANA
Lucca - organico I grado organico primaria organico infanzia potenziamento II grado  potenziamento I grado
Massa Carrara  - residui I grado disponibilità II grado
Pistoia - organico I grado organico primaria II grado
Prato - organico II grado disponibilità II grado potenziamento I grado residui infanzia residui primaria
Siena - organico II grado organico di potenziamento potenziamento corretto

CAMPANIA
Avellino residui primaria II grado
Benevento  organico scuole di ogni ordine e grado
Caserta potenziamento I grado
Napoli diritto e potenziamento Napoli

PUGLIA
Bari potenziamento I grado
Brindisi - residui infanzia e primaria diritto II grado I grado

SARDEGNA
Cagliari residui primaria
Nuoro residui I grado disponibilità II grado
Oristano residui I grado disponibilità II grado residui II grado organico II grado con potenziamento Decreto n. 4141 del 06 luglio 2016 Prospetto 1 - Prospetto 2 - Potenziamento - Sostegno
Sassari organico I grado II grado disponibilità II grado

SICILIA
Agrigento - organico di diritto ogni ordine e grado residui I grado
Caltanissetta - Organico I grado II grado disponibilità I grado
Catania - Organico I grado organico primaria organico infanzia residui I grado disponibilità II grado diritto II grado
Enna - I grado II grado disponibilità II grado I grado con potenziamento
Messina - I grado - II grado
Ragusa - organico scuole di ogni ordine e grado rettifica I grado
Siracusa - diritto I grado diritto II grado diritto infanzia disponibilità I grado
Trapani - organico II grado  residui I grado disponibilità II grado residui II grado

FRIULI VENEZIA GIULIA
Pordenone - organico I grado organico infanzia II grado
Udine - residui I ciclo diritto II grado

CALABRIA
Catanzaro - residui I grado organico infanzia organico primaria I grado II grado
Cosenza - potenziamento II grado residui I grado
Crotone - organico I grado organico primaria II grado
Reggio Calabria - residui I grado organico II grado disponibilità II grado residui II grado potenziamento I grado disponibilità sostegno
Vibo Valentia - organico II grado

EMILIA ROMAGNA
Bologna - organico II grado
Forlì-Cesena - organico I grado  Organico II grado
Ferrara -  organico di II grado disponibilità II grado
Modena - residui I grado disponibilità II grado diritto II grado
Parma - disponibilità II grado
Piacenza - II grado
Ravenna - disponibilità II grado 

MOLISE
tabella ripartizione organico diritto e potenziamento II grado  potenziamento II grado e sostegno organico regionale potenziamento I grado
Campobasso - residui I grado disponibilità II grado organico I grado organico II grado
Isernia - organico I grado organico II grado disponibilità II grado

MARCHE
Pesaro - organico I grado residui I grado disponibilità II grado

PUGLIA
Bari organico II grado
Foggia - disponibilità II grado
Lecce - organico II grado potenziamento 

UMBRIA
Perugia organico infanzia primaria secondaria
Terni disponibilità II grado organici ogni ordine e grado

BASILICATA
Matera potenziamento II grado
Potenza organico di II grado

TRENTINO
Trento  classi di concorso in esubero I e II grado

Fonte: Orizzonte Scuola

giovedì 30 giugno 2016

Non c’è più tempo: pensare e realizzare un nuovo piano dell’offerta formativa nazionale per una scuola pubblica laica statale di qualità e ridurre l’abbandono scolastico e i Neet!

Non c’è più tempo: pensare e realizzare un nuovo piano dell’offerta formativa nazionale per una scuola pubblica laica statale di qualità e ridurre l’abbandono scolastico e i Neet! 


Quanti studenti con il giudizio sospeso si presenteranno preparati alla fine di agosto?

Forse sarebbe opportuno ripensare ad un processo di valutazione di fine anno per tutti gli anni delle scuole secondarie di secondo grado con un esame finale.

Dobbiamo alzare il livello qualitativo dei nostri studenti e portare l'obbligo a 18 anni. Con la possibilità, in corso d'opera, di reindirizzare gli studenti meno portati per lo studio, in indirizzi professionali, all'interno dello stesso istituto. 


E' opportuno ripensare ad una scuola con tutti gli indirizzi di studio visto che la Legge 107/2015 a regime trasformerà gli insegnanti in docenti di materie dipartimentali.


Se la mia idea di scuola verrebbe ascoltata, gli studenti potrebbero rimanere nel proprio istituto e frequentare indirizzi del Liceo, Itis, Ite e professionali.

Gli studenti sono un patrimonio indispensabile, sono le riserve “auree” intellettive, sono il futuro del nostro Paese e abbiamo l'obbligo di prepararli, istruirli al meglio. Non lasciare nulla al caso.

Ridurremmo così l'abbandono scolastico e i NEET (“Not (engaged) in Education, Employment or Training” giovani che non studiano, non lavorano e non si formano professionalmente vivendo alla giornata senza fare nulla, in Italia nel 2014 erano il 21,4% dei giovani).

Se riuscissimo a realizzare un nuovo piano dell’offerta formativa della scuola pubblica laica statale, avremmo in prospettiva anche un maggior numero di docenti utilizzati in modo corretto offrendo loro la possibilità di insegnare la propria materia nei corsi più idonei.

La scuola secondaria di secondo grado pubblica laica statale così com'è strutturata non ha più senso!

Sono fondamentali anche le scuole serali, il piano dell'offerta formativa delle scuola del futuro (immediato) deve essere camaleontico e non deve essere solo un documento di facciata per pubblicizzare i propri indirizzi di studio.

Pragmatismo, professionalità, qualità, praticità e utilizzo delle aziende del territorio, per la parte laboratoriale. Gli studenti verrebbero affiancati dal proprio docente di laboratorio in tutti gli indirizzi di studio direttamente nelle aziende, studi professionali, fabbriche, strutture pubbliche mentre i docenti tutor di materie teoriche porterebbero gli studenti più bravi a seguire i corsi di approfondimento in Università.

Finalmente avremmo seriamente il collegamento tra scuola e azienda, e la scuola con l'università.

Rivediamo seriamente il processo scolastico, visto che la Legge 107 non è e non sarà in grado di migliorare la qualità dell'istruzione dei nostri studenti.

La “buona scuola” è stata approvata con il solito obiettivo di produrre tagli alla scuola pubblica laica statale, impoverendo la didattica e licenziando nei prossimi anni 200 mila insegnanti e 100 mila tra collaboratori scolastici, tecnici e amministrativi.


Rispondo a Valentina Aprea che vuole la chiusura degli istituti professionali statali in tutta Italia lasciando a casa senza lavoro 60 mila docenti.

Questi indirizzi di studi sono fondamentali e devono essere incentivati non cancellati. Sono un patrimonio della scuola italiana da più di un secolo e rimangono una grande opportunità per i nostri giovani.  

L’ obiettivo dell’esponente di Forza Italia (come quello del PD ovviamente) è solo quello di ricevere i finanziamenti statali per girarli alle scuole private regionali dove molti insegnanti da anni, sono obbligati ad aprire la P.IVA, vengono pagati ogni sei mesi con stipendi da fame e rimangono senza diritti (niente ferie pagate, niente malattia pagata, niente permessi) ma con tanti obblighi come quello di promuovere spesso chi non dovrebbe essere promosso (altrimenti niente più lavoro), così i centri continuano a prendere i contributi regionali. Come già avviene in Lombardia.

La scuola pubblica laica statale deve garantire l’istruzione di qualità ai nostri studenti senza porsi limiti di spesa né di obiettivi. Solo così potremmo riuscire a far ripartire il nostro Paese. Investendo nei nostri giovani e non considerarli solo un costo “standard”!

Paolo Latella
Insegnante e giornalista
Segretario Unicobas Lombardia